RISACCA. Mare, dentro e fuoricon tutto ciò che ha lucee saporedi venti estivi,perché orma dopo ormaci si può voltareper capire quanto in fondoassomigliamo a quella sabbia.Le parole corrono velocisenza aspettarci.Inseguirle non ha sensoquanto l'esserne inseguiti,poiché noi siamo presenza in qualche luogo,mentre loro non ci sono.Parlano di noi,questo è veroma realmente nel profondosiamo nature ...
RISACCA. Mare, dentro e fuori
con tutto ciò che ha luce
e sapore
di venti estivi,
perché orma dopo orma
ci si può voltare
per capire quanto in fondo
assomigliamo a quella sabbia.
Le parole corrono veloci
senza aspettarci.
Inseguirle non ha senso
quanto l'esserne inseguiti,
poiché noi siamo presenza in qualche luogo,
mentre loro non ci sono.
Parlano di noi,
questo è vero
ma realmente nel profondo
siamo nature nostalgiche disgiunte.
Usiamo il loro suono
sognandone i segreti,
ma di versi e melodie,
come di onde e sabbie eterne
non si può sensatamente
chiedere alcun perché.
SOLE NERO.Oggi
ho ripulito il sentiero dall'alba
senza lasciarvi tracce
tracce sospette.
Ho raggiunto la vetta coperta
con in tasca vento e silenzi.
La realtà non c'era;
nessuna finzione,
nessuna fantasia
nessuno,
neanche il nulla.
Costruire immagini scoperte
poteva salvare l'anima
chiudendola nei cristalli luminosi della vita.
Ma tutto ciò ormai non basta più:
la cosa a cui dare la morte
senza indugio alcuno
è quel mostro
dalla luce scura
che tutto strappa e fa urlare:
il Sole Nero,
quel male di vivere
che ti guarda da dentro
e ride
pensando che per sentirti vivo
hai ormai bisogno di lui.
Giusto per questo
non ti lascerà mai solo,
ma ti rimarrà seduto dentro
all'ombra di una quercia debole.
MASCHERANDO.Maschere di creta
modellate con arte delicata
partorite per visi che hanno paura di sorridere,
nella notte degli albori
profumata dall'incenso.
Stride quello sguardo attraversato e attraversante,
penetrato da fessure misurate
scivolando impetuoso lungo note
di colore
come lacrime mai piante che confondono la voce.
Volti che inverdiscono di senso
campi sterminati,
dietro luci soffocate di lampade cinesi
venute a dar chiarore
alle lotte senza sosta,
combattute sul terreno dell'ignoto
da chi cerca di scoprire e di scoprirsi
e chi vuole mascherare.
Questo è l'anno dei due piccoli guerrieri
replicanti,
che si uniscono feroci l'uno sopra l'altro
battagliando con se stessi.
Mondo inanimato
prende posto dentro i cuori
circondato dai sospiri
e bruciato dagli accordi di un violino
senza forma.
biografia:
Leonardo Omar Onida- Nato a Sassari, in Sardegna, nel 1973.
- Perito Industriale
- Capotecnico settore informatica.
- Laureato in Filosofia.
- Specializzazione post-laurea in Migrazioni e politiche sociali.
- Autore e formatore nel settore delle telecomunicazioni.
- Autore del prosimetro 'Frammenti dal Caos'.
- Ideatore e direttore artistico del Festival Internazionale di Poesia 'OTTOBRE IN POESIA' e del Concorso Internazionale Città di Sassari 'L'Isola dei Versi'.
leo@ottobreinpoesia.it