GIUSEPPE NAPOLITANO è nato a Minturno [Lt - Italia] il 12.2.1949 e risiede a Formia.Laureato in Lettere a Roma con una tesi sul teatro surrealista francese, ha insegnato per 33 anni. Presidente dell’Associazione culturale “la stanza del poeta”, si dedica alla promozione della letteratura e in particolare della poesia.Principali pubblicazioni di poesia: Mo&sh ...
GIUSEPPE NAPOLITANO è nato a Minturno [Lt - Italia] il 12.2.1949 e risiede a Formia.
Laureato in Lettere a Roma con una tesi sul teatro surrealista francese, ha insegnato per 33 anni. Presidente dell’Associazione culturale “la stanza del poeta”, si dedica alla promozione della letteratura e in particolare della poesia.
Principali pubblicazioni di poesia: Momenti 1970; Dentro l’orma 1978; Maschera 1978; Se rincorri un po’ di ieri nel domani 1989; Creatura [premio 'Alfonso Gatto'] 1993; Poesia / non poesia [premio 'Portico di Onofrio'] 1994; Parola di parole 1998; Cuore di sabbia 1998; Partita 1999; Equilibrio variabile / Equilibrio 2000; Passaggi [5 piccoli libri], 2002; Sextines de Campodimele / Sestine di Campodimele [trad. da Nicole Drano Stamberg] 2002; Insieme a te io sono nato ancora 2003; Alla riva del tempo 2005; Il tempo trovato [poesie dell’adolescenza] 2006; Vola alta, parola [poesie 2002-2007] 2007; Via crucis [meditazioni a S. Giovanni Rotondo] 2008; Antologia [poesie 1967-2007] 2009; Misura di vita/Medida de vida [con traduz. in spagnolo di Carlos Vitale] 2009; Ditet e Naimit [con traduz. in albanese di Elvana Zaimi] 2009; Quadernetto 2010; E poi... [con traduz. in arabo di Abdelmajid Youcef] 2010.
Vola alta, parola… [per Mario Luzi]
Salutare parola alta vola vola oltre questo specchio che mi opprime – nell’essere incurabile ferita – alta a rigare un cielo di lavagna
specchiata verità a dirsi quanto preziosa fu la tua sofferta impresa
Nei contorni del vero un inciso cui l’occhio attento miri e sbagli mira di poco appena appesantito abbagliato di nebbia circonfuso nel ricordo ilare se la caccia fu propizia
e il discorrere magma nel fuoco di una febbre vorace a salire
Primizie portando al mio deserto – nella riconquistata piana via – una lettura confidente schiude
Pacificata compiuta finitudine
[2007]
Di questi giorni
Di questa sconcertante verità che non si può derubricare con un exit e lavarsene le mani coram populo se il popolo non si accontenta più intransigente nel desiderare circenses ormai solo in quantità
di questo carnevale che la vita avrebbe fatto meglio a darsi pace e non attenderlo inerte more solito carnevalesco un abito indossando apparenza neghittosa quotidiana e non sapendo come liberarsene
di questi giorni affascinanti come spire insidiose di serpenti che attanagliano speranze accatastate sgretolandole crudeli quando invece si vorrebbe districarle piano piano e riuscire in extremis a non perderne qualcuna
[2007]
Sangiuseppe 2007
Sono sempre ancora troppo giovane per aver voce da solista nel coro
ma i poeti di vent’anni ormai starnazzano imperterriti e sicuri al confronto
povero me che – apprendista discreto – non seppi come scavalcare gli steccati
ogni combriccola mi andava sempre stretta e da solo con fatica trovi ascolto
invecchiando spero almeno come il vino buono lo troverò un intenditore?
ho sparpagliato a sorsi e sorsi l’esistenza a giovani e non più – ma fate presto
:la curiosità mi fa impaziente di sapere quanto ancora avrò da offrire
[2007]
In avventura A Renzo e a tutti quelli che hanno fede
Mi sono già più volte messo in croce per voler credere ancora nella vita
quella dico avuta in avventura e poco in verità saputa meritare
pertanto mi preparo a scegliere parole di circostanza ove il bisogno lo richieda
non so quali saprei di poter dire a chi ancora da me voglia fiducia
e dalla croce mi tirasse ancora giù accompagnandomi un pezzetto di strada
se nel futuro ormai disalberato fossi costretto a navigare a vista
[2008]
Il colore dei tuoi occhi
Sulla prospettiva Nevskij non ho voglia così lontano di rincorrere i tuoi occhi
esotiche beltà mostrano al sole – anche quando non c’è gli occhiali scuri – vesti sdrucite: fashion improbabile
quanto nella sua modestia più attraente lo sguardo tuo se mi sorride arreso di fronte a me sull’orizzonte che sbiadisce
Come dire il colore dei tuoi occhi? cantano arie western appassionandosi a remote stelle di un cielo [you’re my rainbow!] sotto il quale è inutile aspettare il sonno
ma vieni vieni e non aver paura pure tu con quel tuo sguardo boschivo se al lupo al lupo non riesci a gridare da inesistenti allarmi spaventata da un pericolo che non esiste più e non potrebbe [come perduta sei giovinezza che fu] essere più alieno sul lungomare della mia serenità
[2008]
Perché domani non sappia di domani A mio fratello in memoriam
how many years – quanto ancora starò a rimproverarmi per essere cresciuto meno di come avrei dovuto per essere detto un uomo: se questo è un uomo –
quanti modi ci sono per esserlo e per sentirselo dire – ma importante ancora di più è rimanere tra gli uomini confidando in una traccia – magari camminando a ritroso dentro l’orma fino a giungere [hic optime manebimus] dove il giardino dei ciliegi è sempre in fiore
immeritato eden ritrovato del quale infine riconoscere almeno un momento prima di sbagliare quale errore incredibile sia credere di potersi impunemente misurare con la genesi di un nuovo ideale – ma tu calchi nel vento i tuoi passi e sei voce di nuvole in pianto