Luigi Betrone
Nasce a Trinità [Cuneo] il 1 Giugno 1954, vive a Torino dove lavora presso il Municipio.Innamorato della musica beat e attratto dalla contestazione del '68, partecipa attivamente ai moti sovversivi del'77 su posizioni libertarie e ultraradicali.Non é poeta 'a tempo pieno' però ha partecipato sporadicamente a qualche concorso,ottenendo alcuni Premi. Ha racc ...
Luigi Betrone
Nasce a Trinità [Cuneo] il 1 Giugno 1954, vive a Torino dove lavora presso il Municipio. Innamorato della musica beat e attratto dalla contestazione del '68, partecipa attivamente ai moti sovversivi del'77 su posizioni libertarie e ultraradicali. Non é poeta 'a tempo pieno' però ha partecipato sporadicamente a qualche concorso,ottenendo alcuni Premi. Ha raccolto i suoi migliori versi nel volume 'Dall'aquila al topo'. E' stato direttore di 'Umana' e 'Sottobosco', due riviste di critica sociale e poesia che hanno avuto una certa diffusione a livello internazionale. Attualmente é passato al web, dove dirige la rivista 'torinocomune' [www.webzinemaker.com/torinocomune ]
TESTARDO
Quando ti svegli e senti un po' più freddo. Quando ti alzi e sei un po' più stanco. Quando ti specchi e sei un po' più vecchio. Quando il cielo è sempre più grigio ed i palazzi più alti e la gente distante. Quando anche gli amici rimangono in casa o vanno a lavorare mentre tu resti solo a spaccarti la testa nei muri. Quandonon c'é più nulla da dire più nulla da fare più nulla da amare. Quando ti senti con l'acqua alla gola ma indietro non vuoi tornare. Quando non sai più nemmeno dove vuoi arrivare .. é bello continuare ad andare.
DALL'AQUILA AL TOPO
Strisciammo fuor dagli stagni mutando branchie in polmoni. Perdemmo il pelo per ricoprirci di pellicce. Dalle palafitte alle metropoli/tane in folle corsa colonizzammo il Pianeta. Prosciugando paludi bruciando foreste innalzando palazzi. Lavoro e consumo consumo e lavoro, cambia faccia la Terra: sfumano le differenze di tempo e di luogo. Tutto diventa uguale. Bellezza e fantasia intelligenza e libertà sono in via d'estinzione. L'aquila é imprigionata su stemmi per idioti, l'aquila é scacciata e sta morendo; lascia il posto a chi si adegua e non vola, s'accontenta e non gode. Dall'aquila al topo dal cielo alle fogne. Milioni di sorci attendono il loro tempo fra liquami civili e industriali. Sopravviveranno all'Uomo, avranno la Terra. Dall'aquila al topo esaltando il lavoro!
VERSO NUOVE OASI
Il deserto si espande. Si allunga,si allarga, rosicchia le macchie di verde, ricaccia le case le bestie e la gente. Occhi enormi su piccoli corpi neri gonfi di carestia: il Sahara è vicino! Il deserto é già qui il deserto in europa nelle fabbriche senza operai nelle campagne spopolate negli schiavi senza catene. Il deserto é un sondaggio d'opinione l'aumento medio dell'inflazione il traffico congestionato attorno a un'isola pedonale. Il deserto é una generazione negata,dissociata, pentita,rinnegata. E' la mia generazione quasi che non fosse esistita. Il deserto é assenza di rivolta in giovani facce d'hamburger su un pianeta radioattivo.