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    Leonardo Omar 
    Onida 


    RISACCA.

    Mare, dentro e fuori
    con tutto ciò che ha luce
    e sapore
    di venti estivi,
    perché orma dopo orma
    ci si può voltare
    per capire quanto in fondo
    assomigliamo a quella sabbia.

    Le parole corrono veloci
    senza aspettarci.
    Inseguirle non ha senso
    quanto l'esserne inseguiti,
    poiché noi siamo presenza in qualche luogo,
    mentre loro non ci sono.
    Parlano di noi,
    questo è vero
    ma realmente nel profondo
    siamo nature nostalgiche disgiunte.

    Usiamo il loro suono
    sognandone i segreti,
    ma di versi e melodie,
    come di onde e sabbie eterne
    non si può sensatamente
    chiedere alcun perché.

    SOLE NERO.

    Oggi
    ho ripulito il sentiero dall'alba
    senza lasciarvi tracce
    tracce sospette.
    Ho raggiunto la vetta coperta
    con in tasca vento e silenzi.
    La realtà non c'era;
    nessuna finzione,
    nessuna fantasia
    nessuno,
    neanche il nulla.
    Costruire immagini scoperte
    poteva salvare l'anima
    chiudendola nei cristalli luminosi della vita.
    Ma tutto ciò ormai non basta più:
    la cosa a cui dare la morte
    senza indugio alcuno
    è quel mostro
    dalla luce scura
    che tutto strappa e fa urlare:
    il Sole Nero,
    quel male di vivere
    che ti guarda da dentro
    e ride
    pensando che per sentirti vivo
    hai ormai bisogno di lui.
    Giusto per questo
    non ti lascerà mai solo,
    ma ti rimarrà seduto dentro
    all'ombra di una quercia debole.

    MASCHERANDO.

    Maschere di creta
    modellate con arte delicata
    partorite per visi che hanno paura di sorridere,
    nella notte degli albori
    profumata dall'incenso.

    Stride quello sguardo attraversato e attraversante,
    penetrato da fessure misurate
    scivolando impetuoso lungo note
    di colore
    come lacrime mai piante che confondono la voce.

    Volti che inverdiscono di senso
    campi sterminati,
    dietro luci soffocate di lampade cinesi
    venute a dar chiarore
    alle lotte senza sosta,
    combattute sul terreno dell'ignoto
    da chi cerca di scoprire e di scoprirsi
    e chi vuole mascherare.

    Questo è l'anno dei due piccoli guerrieri
    replicanti,
    che si uniscono feroci l'uno sopra l'altro
    battagliando con se stessi.

    Mondo inanimato
    prende posto dentro i cuori
    circondato dai sospiri
    e bruciato dagli accordi di un violino
    senza forma.

    biografia:
    Leonardo Omar Onida


    - Nato a Sassari, in Sardegna, nel 1973.
    - Perito Industriale
    - Capotecnico settore informatica.
    - Laureato in Filosofia.
    - Specializzazione post-laurea in Migrazioni e politiche sociali.
    - Autore e formatore nel settore delle telecomunicazioni.
    - Autore del prosimetro 'Frammenti dal Caos'.
    - Ideatore e direttore artistico del Festival Internazionale di Poesia 'OTTOBRE IN POESIA' e del Concorso Internazionale Città di Sassari 'L'Isola dei Versi'.

    leo@ottobreinpoesia.it

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