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Gabriella Paci
Nacionalidad:
Italia
E-mail:
gab.p@hotmail.it
Biografia

Gabriella Paci

Laureata in storia e filosofia presso l’Università degli studi di Firenze, Gabriella Paci  ha sempre vissuto ad Arezzo , dove ha svolto e anche quest’anno  con passione l’insegnamento delle lettere presso un istituto superiore della città. Appassionata di viaggi e di letture, ha da sempre l’inclinazione ad osservare la realtà ed ascoltare la sua voce interiore. Nella certezza che inquietudini, passioni, emozioni e sogni sono propri dell’itinerario esistenziale di ognuno, e dunque universali, ha voluto e vuole condividere  le sue poesie  con gli altri.

 Gabriella Paci scrive poesie  nella convinzione che il suo compito sia quello  di provare a restituirci un rapporto con il mondo che il nostro secolo ha terribilmente impoverito. E da queste premesse anche  i  ricordi tristi si possono, trasportati sull’onda della creazione poetica, trasformare in ancore di salvezza che permettono di attraversare indenni il mare delle emozioni in tempesta,essere momento di riflessione oltre che di emozione, per guidarci a trovare, nella condivisione, una nuova dimensione .

L’espressione nasce fluida, pur suggerendo echi ed emozioni oltre le parole: le figure retoriche della poesia si fondono naturalmente con termini comuni ed altri dal sapore letterario, in una sintesi che permette da subito di comprendere e vivere le emozioni

Pubblicazioni

Ha pubblicato tre libri di poesie “Lo sguardo oltre…”edito da Aletti nel 2015  “Onde mosseedito da Effigi nel 2017 ”Le parole dell’inquietudine “ edito da Luoghinteriori nel 2019.

Grazie anche ai numerosissimi e prestigiosi premi di carattere nazionale e internazionale ricevuti quali,tra i tanti,”Il premio Michelangelo”Premio “Quasimodo””Buongiorno Alda””Città di Varallo “Premio internazionale “Poeta dell’anno “di Milano ecc per un totale di 70 premi  )  trova sempre nuovo stimolo ad esprimersi.

Tuttora continua la sua produzione poetica.

Ha pubblicato sulla rivista ”Luogos”(giglio blu di Firenze) e su”Controverso”(Buonasera Taranto)

Fa parte ultimamente dell’associazione Wiki poesia(www.wikipoesia/it/wiki/Gabriella Paci)

 

Regalami un mazzo di parole

 

Regalami un mazzo di parole

da far sbocciare piano,al  battito

d’ali di carezze lievi. Non ho bisogno

d’altro che di sentire il profumo

delle illusioni per accendere la

lanterna della speranza sul davanzale

delle attese dove appassisce il

fiore di passate stagioni di sole.

 

Cullami stasera tra petali di parole

viole sulle sponde del cuore,

messaggere di voli di rondini

tra i temporali dei pensieri.

 

Le rose di maggio

 

Piove in questa domenica di maggio

in periferia. Piove da un cielo strano

sul colore indefinito e stanco delle case.

 

Le rose sfatte sotto aghi di pioggia sono

solo parvenze di profumo annegato

nel languore delle pozze dove

il cuore è conca della premura

di un inverno che indugia sulle ciglia.

 

I colombi beccano con l’ostinazione

 di chi ha la rassegnazione del contingente

perché  sa di avere ali inadatte al volo.

 

Penso che  anche loro sanno

dell’ ombra della pioggia dove

si chiude il cerchio della luce

indifferente alla consolazione

umida  delle rose di maggio.

 

Solo un tramonto rosso fuoco

 

Ci separa lo spazio incommensurabile

del tempo di confine della vita che

anche il sorriso storto della luna

si rifiuta di accettare come possibile.

 

Non siamo più nel tempo delle mani e degli occhi

ma in quello astratto della mente e del cuore

che si fa richiesta insistente del segno

 dell’esistere ancora. Inutile la ricerca

nell’imperativo del credere perduto e

che ora è solo di esserci qui nell’attimo

 fuggevole del carpe diem.

 

Non odo che l’eco delle tue parole,

non vedo che le ombre dei tuoi gesti

non sento che l’odore dismesso dei tuoi abiti

non accarezzo che la tua assenza

presente nello sfiorire della luce in

questo autunno di trapasso verso

l’oblìo del calore e dei colori.

Solo un tramonto rosso fuoco è epifanìa

di un orizzonte di ritrovata ricorrenza di

luce dove ammaliare la ricerca nel vano

rincorrersi degli ultimi raggi prima delle ombre.


Lievito antico

 

Riaffiori, padre, nel pane di giorni come

lievito  antico che è dentro di me.

 

Temevi l’onda potente della vita

e scrutavi l’orizzonte delle attese

con il timore del navigante che sa

l’urto della procella che travolge .

Sotto la scorza dell’ uomo avvezzo

a non indulgere, serbavi  il tenero

germoglio del cuore pronto a

donarsi nel riserbo di taciti sguardi

e gesti misurati anche nell’amore.

 

Dicono di me che ti assomiglio 

nella cocciuta ostinazione a credere

nella verità e nell’attaccarsi

agli scogli del vivere come ostrica

incapace di esistere disancorata

dai  suoi affetti,  ma capace di

racchiudere segreti di perla

per chi sa guardare nel profondo.

 

Ti somiglio, padre, nell’impasto

della mia anima anche per l’inquietudine

che ti fu silente compagna di viaggio.                  

 

Tempo fragile

 

E’sconosciuto questo tempo fragile

che trascorre  all’ombra di giorni pigri su

un’agenda  vuota.  Fermo immagine la città

priva di voci di passi, di cose, di rumori

nell’affollarsi  affannato dei pensieri.

Come nella favola antica  del maleficio

attendiamo nel dopo il miracolo:

sarà la schiusa dal  bozzolo della solitudine

per uscire farfalle dalle ali colorate

libere di volare su corolle di prospettive.

 

Ora camminiamo schivi tra sentenze

senza certezze,affidando il futuro ad

una Sibilla senza responsi,abbracciati

al ricordo di carezze e baci lontani che 

debole lucciola non ci basta a far   luce

in questa notte di tenebre.

Dismesso l’abito della quotidianità

ci rintaniamo nelle nostra case e

guardiamo la libertà volare bassa…

 

Ci chiediamo se come le rondini tornerà

a riempire di ricami il nostro cielo.

 

 

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