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Antonio Barracato

Antonio Barracato


Nationality: Italia
Email: tonyph@tiscali.it

Biography

Antonio Barracato

Antonio Barracato, cefaludese di nascita , laureato con lode all’Accademia delle Belle Arti ( in Arti visive e discipline dello spettacolo), da ragazzo frequenta lo Studio fotografico degli zii; e, fortemente motivato, sente profonda attrazione per l’arte fotografica. Dagli zii, appunto, i primi elementi della tecnica e impara a stampare in bianco e nero.

Oggi, dopo quasi quarant’anni di interesse nel settore, può vantare al suo attivo una nutrita collezione di ripetuti successi (oltre 40 premi nazionali). 

Numerose risultano le tematiche affrontate dall’artista nella varie personali organizzate nei centri più importante dell’isola e in altre città italiane. Da ricordare, inoltre,  che ha fornito,  gratuitamente, materiale fotografico a Marco Bellocchio durante la realizzazione del film “Regista di matrimoni”.

Per quanto riguarda l’aspetto letterario, ha iniziato a scrivere poesie sin dall’adolescenza (sia in vernacolo che in lingua italiana), dal 2014 ad oggi, ne accresce rapidamente la produzione ottenendo stima, consensi ed apprezzamenti.

Antonio Barracato, ideatore e direttore del Gruppo i Narratura di Cefalù, vice presidente di Fare Ambiente Cefalù e Madonie,  componente del consiglio dell’Associazione Accademia dei poeti siciliani Federico II, opera per la valorizzazione e diffusione della cultura e delle tradizioni popolari siciliane attraverso la poesia e il mondo dell’immagine.

Al suo attivo ha otto silloge di poesie e due romanzi: Strati e stratuzzi, Pensieri in versi , A nostra civiltà, I miei versi, Poesia senza confini, La mia poesia, Perfume de amor -  Yo respiro amor, ( raccolte di poesie tradotta in lingua spagnola), Squarci di vita, Verità celate.

Durante la stagione estiva 2014, ha organizzato  a Cefalù  una manifestazione poesia itinerante nelle varie location storiche denominata:  “Cefalù la poesia si fa strada” , coinvolgendo numerosi poeti locali e del circondario . E’ anche sua l’organizzazione di diversi reading e concorsi di poesie ( Premio di poesia  il Natale in versi organizzato in collaborazione con la Parrocchia Cattedrale di Cefalù - 3 edizioni -  e il Concorso Intenazionale  di poesia “ La vita in versi” patrocinato dal Comune di Cefalù giunto già alla quinta edizione).

E’ anche sua l’idea di portare la poesia nelle carceri, con la manifestazione “La poesia dentro”, coinvolgendo in maniera attiva anche i detenuti: nel 2014,  2015 e 2019 presso la Casa Circondariale “Cavallacci” di Termini Imerese,  nel 2017 all’Ucciardone di Palermo.

L’autore  ha scritto, inoltre, numerosi testi di canzoni ( otto delle quali fanno parte di  un cd edito  nel 2018 dal titolo: “Questa terra non ha eroi”) ed anche diverse opere teatrali.

Da evidenziare che l’8 di maggio 2017, ha raccontato “LO SBARCO DI RUGGERO” attraverso una sua poesia in vernacolo, nella trasmissione  “Viaggio nell’Italia del giro” di Edoardo Camurri  andata in onda su RAI2 in diretta nazionale.

Da non trascurare, la  realizzazione e la regia come produttore indipendente  di filmati di vario genere, dai documentari storici ai cortometraggi, alle video poesie.

Nel 2018  crea, un blog culturale denominato www.cefaluart.it  che  dirige con passione pubblicizzando eventi culturali, presentazione di libri ed autori emergenti.

Premiato alla carriera per ben cinque volte nel 2015 a Cosenza, nel 2016 a Partinico, nel 2018 a Genova, nel 2019  Camporeale e Messina,  Da sottolineare, infine, che l’autore può vantare per i risultati ottenuti in pochi anni d’impegno artistico-culturale,  ben oltre 340 riconoscimenti nazionali ed internazionali.

Nel 2019 crea il Cenacolo Letterario Italiano “Via 25 Novembre” luogo di incontri culturali di ogni genere nel quale riveste la carica di Presidente, nello stesso periodo insieme a Dorotea Matranga amica  poetessa e scrittrice inventa un nuovo genere letterario denominato “La Corto-poesia-Italiana: IPSEITA’ DELL’IO”.

Nel febbraio 2019 viene nominato dal rettore dott. Mirco Manuguerra Segretario generale e Ambasciatore del CLSD per la Regione Sicilia.

Nel 2020 gli è stato conferito a Catania  il prestigioso premio “Uomo Siciliano dell’Anno 2020

 

TU SEI POESIA

 

Tu che alimenti i miei giorni

con la tua sapiente luce,

mi accogli nel tuo limbo

e per mano mi conduci.

 

Sei l’eco vagante, il suono,

che solo il poeta riesce a catturare

nella fitta regnatela

dei suoi copiosi versi.

 

Tu sei lo spartito generoso

che si trasforma in canto,

la pittura cieca e informe

del mio estro turbolento.

 

Fai vibrare la mia mente

con pensieri ricchi d’emozione

e fai pulsare il mio cuore

con delicate note d’amore.

 

Oh dolce Musa preziosa

libera essenza di pregnante fantasia,

tu che sei la mia certezza,

sorgente creativa pura e sincera.

 

Sei il sole rovente che riscalda

e infiamma il mio sentimento,

l’unica fonte di pace o di tormento

virtù antica dell’esistenza infinita.

 

Tu sei il tempo che passa,

l’amore che resta, il fuoco che arde,

il vento irrequieto della mia tempesta,

l’ardore immortale delle mie parole.

 

Io ti inseguo fiore di poesia…

tu rendi mio spirito forte ed audace

mi dai fermezza, determinazione

e nutri la mia anima di vera passione.

 

AUSCHWITZ: SENZA SPERANZA 

 

Sulle rotaie del lager, ultima tappa del viaggio,

si spensero le speranze e con gli occhi pieni di morte

mi aggrappavo ad ogni germoglio di vita,

una vita amara e crudele com’era la violenza,

praticata dai guardiani con elmetti lucenti.

 

Bastava un passo in più

e dalla torretta maledetta

arrivava una pioggia di piombo

a perforare i corpi già denutriti dalla fame.

 

Lacrime di cristallo scendevano sui visi screpolati

di poveri esseri esausti logorati dal gelo di Auschwitz,

mentre il fumo di grigie ciminiere

invadeva l’aria con uno strana fuliggine nera,

che odorava di morte.

 

Nelle baracche stipate di prigionieri non vi era pace,

ma solo la paura di sventurati senza futuro,

scheletri viventi spogliati della loro carne

con gli sguardi tristi e terrorizzati.

 

Le preghiere del giovane rabbino Mattia

non arrivavano in cielo,

ma restavano attaccate

ai nostri cuori spenti ed inermi

legate da un tagliente filo spinato.

 

La forza di gridare basta era svanita,

come pure il pensiero di uscire vivi

da quelle miserabili fabbriche

di corpi esanimi.

 

Soldati di pietra sorvegliavano il campo,

vestiti da vili aguzzini,

apostrofandoci con parole piene di disprezzo…

Dov’era finita la dignità di uomini?

Dov’era finita la fratellanza dei popoli?

 

Delle nostre anime infelici rimaneva cenere

insieme a montagne di valigie, capelli, occhiali,

unici testimoni della morte di milioni d’ innocenti

spogliati di tutto tranne del dolore e della disperazione.

 

COME IL GABBIANO

 

Oggi non mi cercate

sto cercando di volare…

Sì, come un gabbiano

fra il cielo e il mare.

 

Non ho carburante

per i miei motori,

sono spinti dal vento

e da turbine piene d’amore.

 

Volo senza meta

per i sentieri del mondo,

la mia rotta è la vita

e la bussola la mia speranza.

 

Io non temo la tempesta

mi aiuta ad essere libero.

E più in alto salgo in volo

più il mio sguardo arriva lontano.

 

SOLO POLVERE

 

Mi illudevo che la vita fosse uno scrigno

colmo d’ amore, di speranze e positività.

Ma ben presto ho toccato con mano l’ostilità,

il cinismo e la ferocia che nutre noi uomini.

 

Quello in cui avevo creduto e sognato

si rivelava un’amara e triste illusione

e mi resi conto che l’esistenza era corsa beffarda

per fuggire dalla nostra vera condizione.

 

I grandi discorsi di chi gestiva il potere

si dimostravano utopie inattuabili,

parole illusorie senza valore,

menzogne gratuite per sedare gli animi.

 

La violenza si vestiva d’eleganza,

l’arroganza veniva celata da sorrisi ipocriti,

mentre la sete di dominio sposava la prepotenza

e in maniera infida assediava l’anima.

 

La consapevolezza di tutto ciò

mi allontanava dalle lusinghe d’un futuro migliore

si vanificava il desiderio di continuare a sperare  

come pure l’energia di lottare per nobili ideali.

 

Il genere umano produceva ingannevole polvere

come il germe della vita partoriva infruttuosa cenere,

Dio diventava  luce solo nei momenti di sconforto

l’amore veniva considerato un sentimento morto.

 

Era questo il risultato della nostra evoluzione?

Era questo il frutto del progresso per un mondo migliore?

Perché la ricchezza si era trasformata in pavida miseria?

Come mai il bene era diventato carnefice del male?

 

Domande legittime ma senza risposte

che si disperdevano in un mare d’indifferenza,

dove manco il vento trovava più la vigoria

per disseminare tutto nel vuoto dell’ universo.

 

SCOPRII ME STESSO    

 

Ad un certo punto della vita, scoprii me stesso,

analizzai a fondo il mio pensiero,

mi accorsi come mi vedevo diverso

e, ad onore del vero, mi ritrovai sincero.

 

Cercai, così, com’ero fatto dentro

guardai con occhi pieni di verità

eliminando ostacoli e barriere

scavai nell’anima con grande intensità.

 

Rimasi ore ed ore a ricercare

ripercorrendo le strade del passato

e senza indugio o esitazione

liberai il mio io da un fitto filo spinato.

 

Valutai con attenzione

con la forza del cuore,

limitai ogni  umano condizionamento,

dettato, forse, dal mio stesso amore.

 

Entrai nel  mio essere

a fare una sana riflessione

strappando dalla mia mente

ogni personale convinzione.

 

Non chiesi favori, né scuse,

a costo di farmi male,

volli comprendere e sapere

con onestà neutrale.

 

Cominciai così a capire

il nostro precario destino,

ciò che muove il mondo,

la forza del disegno divino.

 

Vidi , allora, in me un certo mutamento,

divenni più lucido e saggio,

percepii la vera realtà

e trovai in me stesso la fonte del coraggio.

 

 

 

 

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