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Giovanni Ronzoni
Nacionalidad:
Italia
E-mail:
studio@giovannironzoni.it
Biografia

Giovanni Ronzoni

Giovanni Ronzoni architetto artista poeta

Note biografiche

Giovanni Ronzoni, nasce a Lissone il 5_12_1952. Dopo gli studi superiori all’ I.P.S.I.A. di Lissone, inizia nello stesso Istituto l’ insegnamento sino al 1994. Si laurea in Architettura al Politecnico di Milano ed avvia dal 1980 il suo Atelier d’architettura firmando numerosi progetti privati e pubblici in Italia ed all’ estero, con il suo segno minimalista ben riconoscibile. La sua poliedrica personalità e l’inesauribile creatività lo porta negli anni a sviluppare sempre più il suo lato artistico e ad avvicinarsi ad altre discipline come la grafica, la fotografia, la pittura, la scultura e la poesia. Giovanni Ronzoni utilizza i vari linguaggi espressivi e li piega al suo volere per portare avanti una ricerca artistica in cui tutti questi linguaggi diventano sintesi per dare forma e voce al suo pensiero.

Pittura

Tra grafica e pittura, nascono opere in cui il supporto cartaceo è contenuto e contenitore, soggetto e oggetto, superficie piana alla ricerca della terza dimensione attraverso piegature, squarci e interventi di colore con inaspettati esiti formali. I lavori più recenti della serie “Spazio Vitale”, derivano dallo studio su luce/ombra, su pieno/vuoto: sintesi estrema del linguaggio di “azzeramento e sottrazione” che coniuga il concetto di pregnanza con quello di leggerezza e semplicità.

Numerosi sono i riconoscimenti Nazionali ed Internazionali.

Scultura

Sono menhir contemporanei le sculture realizzate personalmente coniugando pensiero artistico e abilità manuale. Ma a differenza dei menhir neolitici ben piantati con tutto il loro peso nel terreno, queste possiedono una leggerezza e una sinuosità che dalla terra le innalza verso il cielo. Dalla terra prendono il legno, il metallo, ma anche materiali poveri come il gesso i sassi, i legni del generoso MaRE, per racconti materici che, a seguito dell’intervento artistico, sprigionano un’intrinseca eleganza. Nelle forme slanciate e aerodinamiche si indovina la sua formazione da architetto, ma le sue sculture vanno oltre l’aspetto formale perché vibrano di una forte carica vitale e di un significato simbolico che rimanda all' esistenza umana.

Numerosi sono i riconoscimenti Nazionali ed Internazionali.

Poesia

Negli ultimi tre anni si è avvicinato alla poesia, imprimendo una cifra stilistica unica che gli ha valso già numerosi riconoscimenti Nazionali ed Internazionali. Diverse sono le editazioni delle sue raccolte poetiche. I suoi componimenti poetici e i libri d’artista sono poesie visive dove la forma è tutt’uno con il contenuto, dove la grafica si sposa con la parola enfatizzandola e rendendola fruibile anche visivamente. Giovanni Ronzoni racchiude in pochi ma ben precisi temi la sua poetica: vita/morte, nascita/rinascita, passione/emozione.

Nell’ ottobre 2019 viene editata la sua prima Monografia:

“L’ Arte per Sottrazione” Edidizioni I QUADERNI DEL BARDO

dove vengono “raccontate” tutte le varie discipline da lui affrontate.

A cura di Donato De Poce

Canale YouTube

www.youtube.com/playlist?list=PLSZku2qosXqwVACr76TFRI_voZESWj_PX

WikiPoesia (membro dell’albo d’Oro dei co-fondatori)

 www.wikipoesia.it/wiki/Giovanni_Ronzoni

Giovanni Ronzoni, nasce il 05.12.1952 a Lissone (MB) Italy

Residente in via Vittorio Bottego, 20 _  20851 Lissone (MB) _ Mobile; +39 3335260549 studio@giovannironzoni.it  _  www.giovannironzoni.it

 

V E R I
...
I veri si bagnano di sporca pioggia
sono come dure bacche di cipressi
sono come sentinelle
armati di spade d'agave
dove i loro cani camminano senza confini
non hanno generali d'armata
non hanno colletti di bianchi amidi
non hanno nè fischietti nè bandiere
non hanno bianchi destrieri
non hanno brillantine
non hanno specchi come stivali

Sono sporchi come le sporche acque
camminano scalzi
non hanno e non cercano consensi
sono ribelli con scalfite pelli
si guardano le spalle

Salgono fatiche scale di utopie
hanno le mani sporche come la pioggia
stringono corrimani bianchi e reali
siedono su bassi panche di nuda pietra

Guardano
la collina dell'orizzonte
e
bianche case senza tetto
dove piove pulita acqua
e
vergine sole
...

 

Era tutto scritto nell'acqua
...
Morbido vento imprigiona
entra parla
canta
note discese dai balli delle foreste
buio accarezza il vento
vento accarezza la luce
fulmine attraversa i tepori della buia notte

Siamo nomadi di sogni
degli Dei
dei loro istanti eterni
spesi sui selciati battuti da bianca sabbia
infuocate gocce frustano chiome di nuvole
aprendo varchi alle tempeste di petali d'arancia e gelsomino

Olee fragranze tracimano nettare da
schiusi dorati solchi
confini di bianche Chiese e nere croci
campane chiamano uditi
tracce di leggere anime calpestano specchi d' acqua dove rifugiano archi d'ombre

luce di bianchi muri accecano mappe navigate da persone sperdute nei tempi
nelle arate terre
ove rifugiano pozzi dissetanti
delle rosate albe

Santi ritrovati scavano montagna di sale nei giorni di mercati
mentre il cielo
azzurro
ascolta le loro
bianche piazze
...

 

S P A Z I O   V I T A L E
...
Giacigli di verdi foglie
e profumato fieno
ritmiche equazioni di prue navigate
insipide parole del niente detto
salgono temperature
ancora non sazia savia tu figlia di Bakko
tavola bandita di briciole sfamanti
selve innocenti sporcate di sangue
aspettano la morte nel cielo del dì
spettri di luci sul soffitto
testimoni dei fu
testimoni di inganni mascherati
testimoni delle guerre e delle speranze


Bianchi pipistrelli difendono i loro cimiteri di apparenti vite
testimoni dei buffoni di Corti


Puoi dire la tua libertà
puoi urlarla
puoi sfidare le sfide
puoi crederti


Sfiora ora i confini dell'essere
nel tuo conquistato

spazio vitale
...

 

Bla Bla Bla
...
Musa di sogni
morire prima dei tuoi occhi
carezze di sorrisi che raccontano
viviamo la vita vivi del tanto e del poco
puoi dirmi ritornate parole
fermo è il tempo nella stazione dell'amore
bruciano bianchi abiti strappati dal dolore
calzando ciabatte di versi
fermo il tempo di piogge rosse
O - 12 - 415
tutto è sui banchi
merce di scambi
tutto si vede senza veli
tutto è chiaro nei bui dei giorni
lo sai solo tu
mentre vai verso la piazza del circo
cannoni sparano scheletri senza più carne
nelle fauci di belve
musica di urla dietro le sbarre
gabbie di incatenate ombre
sei sempre stata in silenzio
nei tuoi giardini
ora è tempo di parlare
ai chi non vuole capire pur capendo
e
il vento viene dalle rose

Bla Bla Bla
...

 

Ultima testimone
...
Soffi di parole voltano pagine
di respiri traditi
fuochi testimoni di rapine
ricomincia da capo con mani sul costato
lontani sono i vicini affetti
hai coraggio
volta ignote mappe di destini
nelle nebbie hai certezze
ti baceranno i sorrisi
non saranno finti
nell'indifferenza dell'onestà
chiudi gli occhi
vedrai i colpevoli di innocenze rubate
maturi dolori
ora acerbe gioie
albe brume portano luce dell'invisibile
entra nei sensi vietati
parla di chi non sei
entra nel cercio
spirale àurica dei venti
galleggia nella tua acqua
dove
lascerai alla Morte la Vita
i fu ai domaniAggiungi un nuovo appuntamento per domani
impavida anima selvaggia
tu

Ultima testimone
...

 

 

 

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